#DISCOVERTHEITALIANSECRETS | Torino sotterranea, una rete di gallerie e ghiacciaie

#DISCOVERTHEITALIANSECRETS | Torino sotterranea, una rete di gallerie e ghiacciaie

Un’intera città nascosta sottoterra. Torino non è solo quella che tutti conoscono sopra la superficie, ma cela sotto di sé numerosissime gallerie: una vera e propria rete di passaggi sotterranei che collega le zone più importanti della città e non solo.
Ci sono gallerie sotterranee per la difesa della città, costruite intorno all’antica Cittadella e alle mura fortificate: la più famosa è quella dedicata a Pietro Micca, coraggioso soldato torinese. Ci sono gallerie sotterranee che collegano i palazzi e le chiese, per tenere segreti al popolo e facilitare i movimenti di preti e aristocratici. Vi sono gallerie che portavano verso le delizie reali intorno alla città. Infine, vi sono gallerie che venivano utilizzate dagli alchimisti dell’epoca, che non sono ancora state rinvenute, ma di cui parlano ampiamente alcuni astrologi e alchimisti dell’epoca come Nostradamus e Paracelso, ritenute delle vere e proprie “porte inter-dimensionali” che, si racconta, racchiudano moltissimi segreti esoterici nonché poteri di magia bianca e magia nera. Tuttavia, i luoghi sotterranei più antichi e conosciuti dai cittadini furono le antiche ghiacciaie. Queste ampie gallerie erano utilizzate per la conservazione del ghiaccio, quindi per scopi commerciali.

antiche_ghiacciaie_sotterranee

Antiche ghiacciaie sotterranee

Nel passato, infatti, il ghiaccio era, con il sale, uno dei beni più preziosi per la conservazione del cibo, richiestissimo soprattutto dai macellai, a causa del facile deperimento delle carni, ma anche dai mercanti di frutta e verdura. Rispetto alle altre città, Torino era avvantaggiata dalla vicinanza delle Alpi, dove c’erano vari ghiacciai utilizzati come cave, sia in Val di Susa che nelle Valli di Lanzo. Addirittura, vennero creati dei locali sotterranei, appena fuori Torino, dove d’estate si raccoglieva l’acqua di corsi d’acqua che passano lì vicino, che poi d’inverno si gelavano e venivano utilizzati anch’essi come ghiacciaie. Il ghiaccio veniva tagliato in blocchi di dimensioni che potevano essere facilmente trasportati e che, allo stesso tempo, permettevano di farne arrivare a valle il più possibile; esso raggiungeva Torino avvolto in sacchi di iuta bagnato, che servivano per preservarlo il più possibile. A Torino veniva conservato nelle ghiacciaie, locali sotterranei dalle temperature gelide. Le prime ghiacciaie torinesi di cui si ha notizia erano localizzate tra Porta Palazzo e il Santuario della Consolata, disegnate in una cartina del 1753. Erano costruzioni tronco-coniche con copertura a cupola, forma che facilitava la conservazione del ghiaccio, di dimensioni notevoli, dieci metri sia di diametro che di altezza circa. Nel XIX secolo le ghiacciaie furono ampliate verso le principali piazze della città ed in queste aree, con il tempo, si trasformarono in locali di supporto ai commercianti del mercato. Questi locali rinvenuti sono circa 150 e arrivano fino a quattro piani sottoterra. Ad oggi, le antiche ghiacciaie sono ancora usufruite dai commercianti che popolano le piazze di Torino, utilizzate come deposito dei propri carretti nei giorni di mercato.

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