Santa Marie della Grazie a Milano e il Cenacolo di Leonardo

Santa Marie della Grazie a Milano e il Cenacolo di Leonardo

Nella caotica Milano, affollata capitale del fashion e del design made in Italy, oltre alle prestigiose manifestazioni di levatura internazionale come EXPO 2015, si trovano ancora alcuni piccoli angoli che caratterizzano il patrimonio artistico e culturale italiano. Proprio in centro, a dieci minuti a piedi dalla fermata metro Cadorna, accanto al Castello Sforzesco e a Parco Sempione, si trova il santuario domenicano di Santa Maria delle Grazie e, al suo interno, uno dei capolavori del Rinascimento italiano: il Cenacolo di Leonardo o L’Ultima Cena.

Chiostro - Santa Maria delle Grazie

Chiostro – Santa Maria delle Grazie

Un po’ di storia
Inizialmente il convento era costituito solo da una cappella con l’affresco della Madonna delle Grazie, che, nel 1460 venne donata ai frati Domenicani dal conte Gaspare Vimercati, perché vi edificassero una chiesa e un convento. I lavori furono affidati all’architetto e ingegnere Guiniforte Solari, che terminò la costruzione nel 1482. In seguito, Ludovico il Moro, scelse proprio Santa Maria della Grazie come luogo di sepoltura della famiglia degli Sforza, e richiese alcune modifiche all’architettura della chiesa, questa volta attribuiti a Donato Bramante, che dal 1492, iniziò a lavorare alla struttura. Aggiunse ingegnosamente la monumentale tribuna e gli absidi laterali, la cupola emisferica circondata dal colonnato, il “Chiostro delle rane” e il refettorio. Dal 1553 al 1778 il convento divenne sede del tribunale dell’Inquisizione e poi di una caserma.
Nell’ agosto del 1943, durante il secondo conflitto mondiale, i soldati anglo americani bombardarono la chiesa e il convento ma miracolosamente la parete del Cenacolo restò in piedi. Grazie all’impegno dei cittadini Milanesi e alle continue opere di restauro, è oggi possibile visitare la basilica e i suoi gioielli artistici, che nel 1980 è stata anche inserita nella Patrimonio mondiale dell’Umanità UNESCO come testimonianza del genio creativo rinascimentale.

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Santa Maria delle Grazie – Milano

Il complesso Santa Maria delle Grazie
La costruzione si articola in diverse sezioni: il Convento, la Basilica Solariana, la Tribuna Bramantesca, il Mausoleo Sforzesco, le varie Cappelle, i Chiostri, la Sagrestia e il celebre Refettorio.
Il Convento si sviluppa su tre chiostri ed è circondato da un portico di colonne a capitelli gotici. Sul portico si affacciano poi la Cappella delle Grazie, le sale del Capitolo e del Locutorio e la biblioteca, progettata da Solari sul modello di quella di San Marco di Michelozzo a Firenze. La Basilica si trova, come di consueto, nella zona absidale, con 3 navate e costituita da cotto per le murature e da pietra di granito per le colonne e i capitelli. La Tribuna fu eretta dopo lo sfarzoso matrimonio di Ludovico il Moro con Beatrice d’Este, a testimonianza del nuovo sfarzoso stile architettonico italiano. Si tratta infatti di un imponente cubo sormontato al centro dalla cupola ornata dai pennacchi e da tondi raffiguranti i Dottori della Chiesa. Il Mausoleo, dedicato alla morte prematura di Beatrice D’Este e alla dinastia degli Sforza, è costituito da un altare barocco e dal coro. La Cappella di Santa Corona, è una tra le cappelle più belle grazie agli affreschi di Gaudenzio Ferrari e alla pala dell’altare di Tiziano. Da non perdere anche il Chiostro delle Rane, sempre del Bramante e la Sagrestia riccamente decorata da Bramantino. La sala del Refettorio, ampia e con volte a ombrello, racchiude invece il vero tesoro di tutto il complesso.

Tribuna Bramantesca - Santa Maria delle Grazie

Tribuna Bramantesca – Santa Maria delle Grazie

Il Cenacolo di Leonardo
“Soleva […] andar la mattina a buon’ora a montar sul ponte, perché il cenacolo è alquanto da terra alto; […] L’ho ancora veduto secondo che il capriccio o ghiribizzo lo toccava, partirsi da mezzo giorno, quando il sole è in lione, da Corte vecchia, ove quel stupendo cavallo di terra componeva, e venirsene dritto a le Grazie ed asceso sul ponte pigliar il pennello ed una o due pennellate dar ad una di quelle figure […]” (Matteo Bandello, Novella LVIII)
Questa è un’antica ricostruzione dell’incessante lavoro che il geniale Leonardo Da Vinci ha compiuto su una parete minore del Refettorio di Santa Maria delle Grazie, per portare alla luce il suo capolavoro “L’Ultima Cena”, dipinto parietale a tempera grassa che rappresenta, in modo tanto tecnico quanto evocativo, il Vangelo di Giovanni 13:21, nel momento in cui Gesù annunciò che uno degli Apostoli presenti attorno a lui durante la cena, lo tradirà.

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