Pompei ed Ercolano: due meraviglie immortali

Pompei ed Ercolano: due meraviglie immortali

Pompei ed Ercolano sono gli unici luoghi al mondo in grado di testimoniarci concretamente la sua storia antica romana, dato che in queste città il tempo si è fermato nel 79 d.C. , quando una fortissima eruzione del vicino vulcano Vesuvio cristallizzò per sempre quel fatidico giorno.
Gli scavi archeologici avvenuti in tutta questa area campana, vicino a Napoli, hanno restituito via via reperti fondamentali per conoscere e studiare la società del tempo, sono diventati una delle mete turistiche più visitate d’Italia e nel 1997 sono entrati a far parte del Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO.

Pompei Photo credits Aleksandr Zykov

Pompei Photo credits Aleksandr Zykov

L’eruzione del Vesuvio e le testimonianze storiche
Pompei ed Ercolano erano due cittadine floride situate sul Golfo di Napoli, divenute rispettivamente colonia e municipio dopo i conflitti sociali. Oltre ad essere molto popolate da domus comuni, anche molti patrizi avevano scelto questo territorio per costruire le loro residenze di villeggiatura, proprio in virtù della costa e della bellezza naturale. Il primo vero sentore di un evento naturale insolito si ebbe nel 62 d.C. quando l’area circostante il Vesuvio fu scossa da un violento terremoto che distrusse molte abitazioni. Poi tra il 20 e il 24 agosto del 79 d.C. frequenti scosse colpirono incessantemente l’area campana e le sorgenti d’acqua si prosciugarono.

Il 24 agosto era trascorsa appena un’ora dopo mezzogiorno e mia madre gli mostra una nuvola che allora appariva, mai vista prima per grandezza e figura. […] La nube si levava, non sapevamo con certezza da quale monte, poiché guardavamo da lontano; solo più tardi si ebbe la cognizione che il monte fu il Vesuvio. […] a tratti riluceva d’immacolato biancore, a tratti appariva sporca, screziata di macchie secondo il prevalere della cenere o della terra che aveva sollevato con sé.

Con una lettera a Tacito, così Plinio il Giovane descriveva l’improvvisa eruzione del monte Vesuvio che lui, insieme allo zio Plinio il Vecchio, osservarono da Miseno. Proprio quest’ultimo fu vittima della calamità naturale, nell’intento di soccorrere i fuggiaschi con la sua nave. Quel fumo avvistato da molto lontano era infatti una miscela mortale di anidride carbonica, zolfo, ceneri e lava che si levarono nel cielo, per poi ricadere rapidamente sulla Terra.

Pompei - scavi

Pompei – scavi

Le aree colpite dall’eruzione del 79 d.C.
La zona interessata dalla forza distruttrice del Vesuvio, fu l’area costiera che si estende proprio alle pendici del vulcano, e che comprendeva Ercolano, Torre del Greco, Torre Annunziata (Oplontis), Castellammare di Stabia e Pompei. A Ercolano le ceneri laviche vennero precedute da una nube tossica che sopraggiunse già al mattino e che via via uccise gli abitanti , cogliendoli di sorpresa, e che poi si fissò in uno spesso strato di cenere. A Pompei invece il vento trascinò una agglomerato di cenere incandescente che ricoprì immediatamente tutto nel suo tragitto, e persino i cittadini sopraffatti dalla lava nelle posizioni che avevano durante la fuga. Stesso destino ebbero anche Torre del Greco, la località termale di Torre annunziata e Stabia, dove Plinio il Vecchio arrivato in soccorso dell’amico Pomponiano, trovò la morte durante la notte.

Affresco da Ercolano Photo credits Dej611

Affresco da Ercolano Photo credits Dej611

Visitare le aree archeologiche oggi
Le indagini archeologiche alla scoperta dei resti delle cittadine sommerse dalla lava iniziarono solo intorno alla metà del XVIII secolo, quando gli scavi iniziarono senza sosta per proseguire ancora oggi che gli scavi sono comunque visitabili. La pianta di Pompei è quella tipica di una città imperiale romana, suddivisa in due strade principali, il cardine e il decumano che portano a tutti gli edifici principali: il tempio Capitolium, la Basilica (cioè il tribunale), il Foro triangolare, i teatri, la casa del Chirurgo , la casa del Fauno, la casa dei Casti Amanti. Inoltre è stato possibile recuperare molti calchi umani fissati nei loro movimenti di fuga, facendo colare del gesso nelle cavità. Ercolano, ricca città commerciale che si narrava fosse stata fondata da Ercole, presenta anche oggi edifici ben conservati: i Bagni, il Collegio dei Sacerdoti di Augusto, un teatro, la Casa del Bicentenario, la Casa dei Cervi e la biblioteca all’interno della Villa dei Papiri.