Monteriggioni, Certaldo Alta e Vinci: un tuffo nel Medioevo fra poesia e natura

Monteriggioni, Certaldo Alta e Vinci: un tuffo nel Medioevo fra poesia e natura

La campagna toscana offre moltissimi borghi e castelli, ognuno diverso dall’altro, e ognuno dei quali ha qualcosa da raccontare. Tra vicoli, torri, edifici antichi, storie, leggende e personaggi storici che vi hanno vissuto, ecco di seguito un itinerario di tre bellissimi borghi toscani.

Monteriggioni
Monteriggioni, gioiello della campagna fiorentina, sembra un posto dove il tempo si è fermato. Il castello medievale posto sulla cima di una collina, visitato ogni anno da quasi 100mila turisti, era la roccaforte di Siena contro la Repubblica Fiorentina. Inespugnabile, ha garantito dal 1213 per 300 anni la libertà della repubblica senese resistendo a tutti gli assedi. Soltanto nel 1554 il capitano della guarnigione si accordò segretamente con i Fiorentini e consegnò la fortezza all’esercito avversario, in cambio di favori personali. Dante Alighieri nella Divina Commedia, dedica due terzine a Monteriggioni – scriveva “Monteriggioni di torri si corona…” – lodando l’imponenza del castello, che ancora appare come una corona per via delle mura costellate da 14 torri.

Monteriggioni

Monteriggioni

La visita parte dalla porta medievale, che porta sulla grande piazza affacciata sulla pieve romanica, il museo della armature medievali e molti ristoranti e locali che vendono prodotti tipici. Vale la pena salire sulle mura e percorrerne alcune parti, per una passeggiata di quasi 600 metri e per godere di una vista mozzafiato sulla Montagnola Senese. Il museo delle armi ospita fedeli riproduzioni di armi e armature medievali e rinascimentali, tra cui quelle dei Templari, che difendevano i pellegrini diretti a Roma sulla via Francigena. Le porte, punti deboli nell’antichità, sono soltanto due; la Porta Romea, che guarda verso Siena, e quella S. Giovanni, che guarda verso Firenze.
Nella pianura ai piedi di Monteriggioni, si scorge una torre isolata, la “quindicesima torre”. La sua storia è particolare: nel 1000 circa, l’area che separava Monteriggioni da Abbadia a Isola, un’Abbazia sotto il controllo del Vescovo di Volterra, era ricoperta d’acqua. Volterra voleva bonificare l’area, mentre i senesi, per una questione di protezione, volevano mantenere la palude. Nel 1246 si giunse ad un accordo: una parte fu bonificata, mentre a ridosso del castello si mantenne l’acqua. Ecco che la torre serviva per controllare il livello delle acque.

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Festa medioevale a Monteriggioni [Photo credits Kinzica Sorrenti]

A Monteriggioni, tutti gli anni intorno alla fine di luglio si tiene una festa medievale “Monteriggioni di torri si corona”, in cui gli abitanti si vestono con abiti d’epoca, i soldati presidiano le porte d’ingresso, gli appestati chiedono l’elemosina, e si possono incontrare saltimbanchi, frati, mercanti e molti altri personaggi. Un salto indietro nel tempo davvero suggestivo!

Certaldo Alta
A 30 minuti di auto, immerso tra vigneti, cipressi e ulivi, e circondato dai pittoreschi paesi della Val D’Elsa, sorge uno dei borghi più affascinanti e ricchi di storia della zona, Certaldo Alta. La parte alta della città di Certaldo infatti, è dominata da un castello arroccato su una collina, ed è costituita da un labirinto di stradine che attraversano il piccolo centro storico, un vero e proprio gioiello urbanistico. Qui il famoso autore del Decamerone e poeta del ‘300 Giovanni Boccaccio, è nato e ha trascorso la sua giovinezza.

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Certaldo [Photo credits dvdbramhall]

Il colle fu abitato da etruschi e romani, che lo nominarono “cerrus altus”, ovvero “altura ricoperta di cerri”, un particolare tipo di quercia. Sotto la signoria dei Medici fu annesso alla Repubblica di Firenze e fu sede del Vicariato: sulla facciata di Palazzo Pretorio, situato nel punto più alto del borgo, si possono ancora ammirare tutti gli stemmi dei vicari che si sono succeduti qui– tra cui anche quelli in terracotta della bottega di Della Robbia.
La visita di Certaldo Alta inizia con la “scalata” necessaria a raggiungere il borgo, situato appunto sulla sommità della collina. Chi se la sente può percorrere le ripide strade che portano alla vetta, Costa Alberti, Costa Vecchia o Via del Castello, mentre chi preferisce una salita più comoda può ricorrere alla funicolare, che parte da Piazza Boccaccio.
Raggiunta Certaldo Alta, si può iniziare percorrendo la via principale della piccola cittadina, anche questa chiamata via Boccaccio. Si nota subito la struttura medioevale del borgo, caratterizzato dal percorso delle mura e da molti palazzi storici ancora intatti. Un intero isolato è occupato dal complesso “Strozzi-Ridolfi”, del XIV secolo, composto da un palazzo con due torri e cortile interno con loggiato, e poi Palazzo Machiavelli, e la Chiesa di SS Jacopo e Filippo, con impianto romano, che ospita il museo di arte sacra e i resti di Beata Giulia della Rena e del Boccaccio. Vale una visita la casa del Boccaccio, ricostruita dopo i danni della Seconda Guerra Mondiale, e il già citato Palazzo Pretorio, accanto al quale la chiesa di San Tommaso e Prospero, la più antica del castello, ospita il “Tabernacolo dei giustiziati” di Gozzoli. Le porte e le mura offrono scorci panoramici unici sulla valle. Una curiosità: lo stemma di Certaldo fino al XII secolo è stata la cipolla, rigettata solo dal 1633 al 1867, periodo in cui gli abitanti, vergognandosi di essa, la sostituirono con un leone rampante, per poi tornare allo stemma originario.

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Mercantia – Via Boccaccio [Photo credits Gabriella Affini]

Da non perdere è la festa medievale “Mercantia”, che si tiene a Certaldo Alta ogni estate per cinque giorni di luglio, e mette in scena un vero e proprio teatro di strada con saltimbanchi, giocolieri, figuranti, mangiafuoco, musicisti, spettacoli di ogni tipo, luci, installazioni luminosi e molto altro ancora.

Vinci
Altri 40 minuti di auto permettono di raggiungere Vinci, paese natale del celebre Leonardo, dove vi si possono seguire le orme dell’artista e scienziato.
Situato fra le pendici a Sud del Montalbano e la Piana di Empoli, fu qui che Leonardo trascorse l’infanzia, prima di essere portato dal padre a Firenze. In città, il Museo Leonardiano raccoglie macchine, strumenti, marchingegni e modelli accompagnati da animazioni digitali. Un altro tassello della storia dell’artista si scopre nei sotterranei del Castello dei Conti Guidi, con il Museo Ideale Leonardo Da Vinci, con dipinti della bottega di Leonardo e una sezione a cielo aperto. E ancora, la chiesa di Santa Croce, di pianta romanica, dove Leonardo fu battezzato, e le numerose opere d’arte moderna che la città gli ha dedicato.

Museo-leonardiano-Vinci

Museo Leonardiano Vinci

A Nord di Vinci, in località Anchiano, si può visitare la Casa Natale di Leonardo, situata in un paesaggio collinare suggestivo, che ospita una mostra permanente. Qui, si possono scoprire gli aspetti più intimi del genio, nato nel 1452, e il legame profondo che ebbe con il suo territorio.

Cosa mangiare
Una gita di questo genere non può prescindere da un pranzo o una cena ricchi di prelibatezze sulle colline senesi e della Val D’Elsa, accompagnati da un ottimo vino locale.
Come antipasto, i crostini ai fegatini, le bruschette all’aglio e pomodoro, tutto preparato con pane toscano rigorosamente senza sale, tostato e condito da olio degli ulivi della zona. Ad accompagnare i crostini, un bel tagliere di salumi e formaggi, tutti locali e prodotti in zona. Come primi piatti, c’è l’imbarazzo della scelta: dalle pappardelle sulla lepre, alla ribollita, a base di pane, verdure, cavolo nero, ai pici cacio o pepe o al ragù, un particolare tipo di pasta fresca. A Certaldo, si deve assaggiare la cipolla, sotto-forma di zuppa o sui crostini. Per i secondi, l’arista di maiale, preparata con salvia, rosmarino e aglio, la bistecca alla fiorentina o tagliata di manzo con rucola e grana, proveniente da razza Chianina, oppure la famosa cinta senese, accompagnati da fagioli all’uccelletto o patate arrosto.

Bistecca-alla-fiorentina

Bistecca alla fiorentina

Tra i dolci, i ricciarelli, biscotti alle mandorle, il castagnaccio, sottile dolce realizzato con farina di castagne, uvette e noci, i brigidini, croccanti sfoglie all’anice, oppure il pan coi santi, un pane dolce lievitato, realizzato con noci e uvetta e pepe, che si prepara per il ponte dei morti.
Ad accompagnare il tutto, un bel Chianti dei colli senesi, intenso e corposo, una vernaccia di San Gimignano e un Vin Santo per concludere, rigorosamente accompagnato dai cantuccini, biscotti alle mandorle prodotti in zona.

Che ne dici di un weekend nella campagna toscana? Scopri dove dormire!