La musica in Puglia: la pizzica

La musica in Puglia: la pizzica

Nella la terra arsa del Salento, delle donne segnate dalla fatica sono chine a lavorare nei campi. Una tarantola morde alla caviglia una giovane fanciulla che subito corre ad impugnare i tamburelli e a ballare senza freni, finché il veleno non esce dal suo corpo.
E’ un vero e proprio “esorcismo di carattere musicale” l’origine della tradizione che ogni anno la Puglia celebra d’estate: parliamo della pizzica, danza popolare della famiglia delle tarantelle, nelle varianti pizzica tarantata, pizzica-scherma e la più conosciuta pizzica-pizzica. Il termine pizzica indica infatti una danza tradizionale tipica del Salento anche se in origine apparteneva ad un’area più estesa dell’Italia meridionale, corrispondente all’intera regione Puglia ed alla parte più orientale della Basilicata.

La pizzica come ballo dionisiaco

La pizzica appartiene a quel genere di danze tradizionali dell’Italia meridionale che solitamente vengono indicate come “tarantelle”. Le loro origini sono sempre molto antiche e spesso collegate al culto del dio Dioniso, anticamente molto venerato nell’Italia meridionale ed in particolare nella penisola salentina. In passato durante i festeggiamenti in onore del dio Dioniso, donne ed uomini si lasciavano andare pubblicamente a comportamenti sfrenati, aiutati dal vino e da questi balli.

 

Notte della Taranta Photo credits José Carlos

Notte della Taranta Photo credits José Carlos

La pizzica come ballo del tarantato

Con il passare del tempo, la pizzica subisce un’evoluzione e viene associata non più ai festeggiamenti in onore di Dioniso bensì al morso delle tarante, per il quale questa danza sembrava essere l’unica cura. Da sempre terra di contadini, in Salento mentre si lavoravano i campi si rischiava spesso di imbattersi in differenti tipi di animali e di venire morsi dalla tarantola, appunto. Forse per il morso della tarantola, forse per le calde temperature dell’estate in quelle zone, capitava che qualcuno si sentisse male e svenisse. La tradizione vuole che la medicina tradizionale fosse completamente inutile per curare lo sventurato: il tarantato entrava in una sorta di stato di trance e l’unica reazione che riusciva a manifestare era una danza isterica al ritmo del tradizionale tamburello salentino.

La pizzica pizzica

La pizzica pizzica è un ballo eseguito da una coppia di uomo e donna ed inscena un momento di festa e di gioco. Qualunque sia la situazione che si va inscenando, i ruoli sono sempre ben definiti. La donna, sia che balli nel contesto di un simulato corteggiamento, sia che balli in un contesto di tipo scherzoso, tiene in mano un fazzoletto, anticamente utilizzato per invitare il partner al ballo. La spettacolarità del ballo è data non solo dai movimenti del fazzoletto ma anche dalle ampie gonne e gli ampi foulard indossati dalle donne che mantengono i capelli sciolti e danzano sempre in maniera eretta e misteriosa. L’uomo invece ha il ruolo di esprimere virilità, forza e mascolinità, impegnandosi in movimenti più decisi e marcati. Starà alla donna movimentare il ballo ora avvicinandosi all’uomo ed invitandolo con lo sguardo, ora allontanandosi repentinamente distogliendo lo sguardo altrove.

 

Notte della Taranta Photo credits Mário Pires

Notte della Taranta Photo credits Mário Pires

Oggi attrazione di richiamo internazionale, la pizzica in estate si sposta in modo itinerante per tutto il tacco dello Stivale (Calimera, Carpignano Salentino, Castrignano dei Greci, Corigliano d’Otranto, Cutrofiano, Martano, Martignano, Soleto, Sternatia e Zollino) per arrivare alla serata conclusiva di Melpignano, abitualmente verso la fine di agosto, dove l’Orchestra popolare Notte della Taranta accompagna, fino a tarda notte, le esibizioni di importanti gruppi del panorama tradizionale salentino e della scena internazionale.

Dove dormire in Puglia