La magia di Alberobello, tra trulli e mandorli

La magia di Alberobello, tra trulli e mandorli

Con la sua distesa di cupole bianche e grigie che si stagliano nella campagna della Valle D’Itria, tra mandorli e orchidee, Alberobello è noto a tutti per i suoi paesaggi suggestivi e scorci unici al mondo. Inserito tra i 50 siti italiani che l’UNESCO ha selezionato per la World Heritage List, non tutti sanno che il nome di Alberobello deriva dal latino “Sylva Arboris Belli” (selva dell’albero della guerra) che si riferisce ai tempi in cui la zona era ricoperta da una rigogliosa vegetazione. La città nasce, tra il 400’ e il 500’, ad opera di alcuni contadini mandati sul luogo dai Conti di Conversano, che non avevano le autorizzazioni per costruire ed eressero così solo strutture precarie, così da facilitarne la demolizione in caso di ispezione regia.

Alberobello Photo credits Blunight 72

Alberobello Photo credits Blunight 72

Da lì in poi il trullo, il cui nome deriva dal greco τρούλος, ovvero “cupola”, venne costruito sempre di più, perché questa costruzione conica in pietra a secco di origine preistorica realizzata con pietra ricavata dalle rocce calcaree dell’altopiano delle Murge, è incredibilmente stabile grazie alla sua pianta circolare, e mantiene al meglio l’equilibrio termico sia in estate che in inverno.

Il centro storico di Alberobello è interamente costituito da questi edifici, ed è formato da due rioni: Monti è la zona commerciale, in cui i trulli ospitano laboratori artigianali o trattorie tipiche, Aia Piccola è quella più a uso residenziale. Le due zone sono unite da un continuo saliscendi di stradine, e non c’è modo migliore per visitare la nota cittadina che una bella passeggiata per scoprire le viuzze e gli angoli più suggestivi della Capitale dei Trulli, nonché i suoi monumenti e musei: il “Terrazzino Belvedere” offre un bellissimo panorama, dal quale si può accedere alla via principale, in cui si incontra il “Museo dell’Artigianato Dei vecchi e dei Nuovi mestieri” in cui ammirare attrezzi e strumenti della cultura artigiana della terra pugliese, ed il “Museo dell’Olio”.

Alberobello_Trullo_Siamese

Alberobello – Trullo Siamese

Da non perdere la “Casa D’Amore”, dichiarata Patrimonio Mondiale dell’Umanità, la prima casa costruita con l’utilizzo di malta e senza la classica forma a trullo, il “Trullo sovrano”, che rappresenta uno degli esempi più avanzati di trulli, disposto a due piani e ricco di attrezzi, e il “Trullo siamese”: la leggenda narra che anticamente questo trullo fosse abitato da due fratelli innamorati della stessa fanciulla, la quale preferì il fratello minore; il più grande voleva cacciare via il due giovani, ma il fratello minore fece valere il suo diritto di eredità e perciò, alla fine, pensò bene di dividere il trullo a metà e di creare un secondo uscio indipendente sul retro.

E per ristorarsi, cosa c’è di meglio di un bel piatto di orecchiette alle cime di rapa, accompagnate da una frisella al pomodoro con taralli e tipici dolcetti di mandorle?

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Raggiungere Alberobello, situata tra Bari, Brindisi e Taranto, è possibile sia in auto che in treno. Il momento migliore per una visita è sicuramente l’estate quando, da inizio luglio a inizio agosto, i trulli prendono vita e sono illuminati dalle mille luci e dai colori dell’ “Alberobello light Festival”, che quest’anno (fino al 2 agosto) si ispira alla meravigliosa opera d’arte di Vincent Van Gogh “Notte Stellata”. La cittadina diventa così un contenitore di diversi spettacoli, videomapping e installazioni luminose multimediali, sparsi nella zona Monti dei Trulli di Alberobello.

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