I Pupi siciliani

I Pupi siciliani

Un po’ di storia
Le celebri marionette siciliane, conosciute come Pupi (dal latino pupus, i, che significa “bambinello”), rappresentano solitamente le vicende narrate dalla Chanson de Roland e dai romanzi dell’epopea cavalleresca, in particolare legate a Carlo Magno e ai suoi paladini cristiani in lotta contro i nemici Saraceni. Si ritiene che l’epopea carolingia sia arrivata in Sicilia attraverso i Normanni, intorno al XII secolo probabilmente ad opera di cantastorie o menestrelli che tramandavano per via orale, le gesta eroiche dei cavalieri francesi che si scontrarono nella penisola iberica contro i guerrieri musulmani, minaccia concreta per il regno franco e per tutta l’Europa Cristiana. Il fatto narrato rimanda alla battaglia di Roncisvalle, avvenuta nel 778 quando le armate dell’imperatore del Sacro Romano Impero Carlo Magno, già re dei Franchi e dei Longobardi, resistettero eroicamente fino ad essere sconfitte solo alla fine dall’offensiva basca. La “Chanson de Roland”, a metà strada tra storia e fantasia, fu scritta nell’XI secolo proprio sulla base di questi eventi, ed esalta i valori di coraggio e di fedeltà dimostrate dal paladino Orlando nei confronti del suo signore anche in punto di morte.

Puparo siciliano [Photo credits Deborah Lo Castro]

Puparo siciliano [Photo credits Deborah Lo Castro]

L’Opera dei Pupi Siciliana
Le avventure epiche furono spunto per le rappresentazioni teatrali in Sicilia a partire dal secolo XIX, dato che si prestavano perfettamente alla tipologia di teatro delle marionette. Nacquero così due scuole principali sull’isola, quella di Catania e quella di Palermo. I Pupi da teatro sono generalmente alti circa 120 cm e pesano circa 12 kg, costruiti con ossatura di legno di abete e ricoperti di tela di sacco e armature di ottone. Gli arti sono collegati da anelli di ferro, in modo da simulare i movimenti.

Puparo all'opera

Puparo all’opera [Photo Ciclone75]

I Pupari o Manianti, sono invece coloro che con abile maestria muovono i fili dei Pupi dall’alto, che gli danno vita e movenze realistiche da dietro le quinte. I Parraturi, invece, danno voce, a volte secondo una sceneggiatura a volte improvvisando, ai vari personaggi del racconto, simulando di volta in volta diversi toni e voci. Lo spettacolo solitamente è suddiviso in atti, anticipato da un cartello con la descrizione della scena principale e con l’accompagnamento musicale di chitarra, mandolino o violino.

Nel 2008 l’UNESCO ha iscritto l’Opera dei Pupi tra i Patrimoni Orali e Immateriali dell’Umanità, come primo Patrimonio italiano a esser inserito nella lista.

Pupari siciliani

Pupari siciliani

I Pupari e l’arte della creazione dei Pupi
I veri Pupari mantengono viva la tradizione di un vero e proprio linguaggio teatrale, e svolgono il ruolo di autori e attori, scenografi e costumisti, tecnici delle luci e musicisti, impresari e macchinisti. Ma come prima cosa, i maestri Pupari, sono veri e propri artisti dalle più svariate competenze, artigiani a tutto tondo delle marionette che porteranno in scena.
I passaggi fondamentali per la costruzione di un Pupo siciliano tradizionale, comprende diverse fasi di lavoro: la progettazione della marionetta attraverso disegni e schizzi; il taglio e l’incisione del legno per la costruzione del corpo; la sartoria, durante la quale vengono studiati, realizzati e cuciti gli abiti di ogni personaggio, in modo che siano subito riconoscibili dal pubblico; la progettazione dell’armatura, tratto tipico dei Pupi; il taglio del metallo, la bordatura e lo sbalzo e scultura, tecniche che permettono di lavorare e rifinire il metallo in modo da personalizzare ogni armatura; la scultura su legno, per definire e rendere perfetta ogni parte del corpo della marionetta; la pittura della testa, molto decorata e raffinata, spesso con baffi o tratti caratteristici, umanizzata secondo le sembianze del personaggio rappresentato; e infine l’assemblaggio di tutti gli arti in modo da poterli muovere in modo libero durante lo spettacolo.

Il maestro Francesco Salamanca e sua moglie ci aprono le porte del loro laboratorio per scoprire come viene costruito un vero Pupo Siciliano.