#DISCOVERTHEITALIANSECRETS | Giacomo Puccini e la Versilia, terra di arte e amore

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Passione, scandali, arte. C’è tutto nella vita di Giacomo Puccini, uno dei massimi compositori lirici ed operisti italiani della storia. Le opere più famose di Puccini, considerate di repertorio per i maggiori teatri del mondo, sono “La bohème” (1896), “Tosca” (1900), “Madama Butterfly” (1904) e “Turandot” (1926). Sestogenito di nove figli, ebbe come padre Michele Puccini, da cui ereditò la passione ed il talento per la composizione musicale, e Albina Magi, madre dalla forte personalità diventata per lui un modello di riferimento a cui paragonare tutte le donne della sua vita.

Giacomo_Puccini

Giacomo Puccini

Il primo amore di Giacomo, tuttavia, non è nei confronti di una donna, ma di un luogo: si tratta di Torre del Lago a cui, grazie alla sua presenza, fu aggiunto il nome “Puccini”. Dopo esser nato a Lucca, decide di trasferirsi in un luogo ai margini di Viareggio e paludoso fino a pochi anni prima, tra le rive del Tirreno e quelle del lago Massaciuccoli. Da qui, riesce a trarre ispirazione per le sue grandi opere, grazie alla tranquillità e all’immedesimazione con la natura circostante.

Torre del Lago | Credits Instagram @laesi.esi

Torre del Lago | Credits Instagram @laesi.esi

Ed è proprio in questo luogo semisconosciuto che conosce il secondo amore della sua vita: Elvira Bonturi, donna autoritaria, proprio come sua madre. Elvira era una bella signora che viveva benestante a Lucca, moglie contenta del commerciante e viaggiatore d’affari Narciso Gemignani. Quest’ultimo era un melomane, suonava e cantava le romanze intonato e commosso. E la moglie non era da meno: figlia con sei fratelli di una dinastia di lucchesi ricchi, era sempre stata sensibile alla poesia e alle eleganti partiture. Così Narciso la convinse a prendere lezioni di piano e di canto. E il maestro educatore fu scelto nel giovane Giacomo Puccini. Il Gemignani aveva però un brutto mestiere: scorrazzava per i mari coi battelli e coi treni in Europa, stava via settimane o addirittura qualche mese. Così Elvira, quasi sempre sola, ma con due figli Fosca ed Edgar, si perdeva negli occhi di Giacomo che era bello, dolcissimo e abile ad intenerire; e non a caso Edgar fu chiamato col nome di uno dei primi eroi melodrammatici del maestro lucchese. Significa che tra i due c’era già tutto, anche se la fuga d’amore avvenne dopo.

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Giacomo Puccini e Elvira Bonturi

L’amore clandestino crebbe tra le stanze di una maestosa villa versiliana e crebbe come un’edera sulle mura esterne, alimentato dalle lezioni sempre più concitate e appassionate. Ma arrivò il giorno della fuga d’amore, dopo due anni di segreti, per cullare il loro amore lontano dalle malelingue toscane. Un bel giorno Narciso si trovò senza la moglie, che nell’impeto di seguire Giacomo nella bohème milanese dimenticò perfino a Lucca i due figli. Elvira era in attesa del terzo figlio, che non era di Narciso, bensì del compositore Puccini: scapparono in tempo, per dare la luce all’illegittimo Antonio, nato a Monza. Una volta morto Narciso, i due amanti poterono tornare nella favolistica Versilia, cosicché Elvira fu presa in sposa da Giacomo e divenne ufficialmente la signora Puccini. Così coi Gemignani non esistevano più legami. Il maestro, tuttavia, non troverà mai la pace necessaria ad un buon rapporto matrimoniale, e la sua unione con Elvira sarà costellata di violenti alterchi e passionali rappacificazioni. Giacomo era solito intrattenere diverse relazioni extraconiugali più o meno importanti, anche con donne famose per l’epoca di allora, e questo provocò più volte la folle gelosia di Elvira. Tuttavia, il sentimento che legava Puccini alla moglie era forte e sincero: tutte le protagoniste delle sue grandi opere rimandano alla mente precise caratteristiche della Bonturi, sua unica e vera fonte di ispirazione della sua vena artistica.

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Torre del Lago | Foto credits Instagram @salvatore.mallamace

Ogni anno nei mesi di luglio ed agosto presso Torre del Lago, viene festeggiato il Festival Puccini in onore del grande maestro, che ha raggiunto la sua 64° edizione. Grazie alla manifestazione, sarà possibile rivivere non solo le emozioni delle sue opere liriche più famose, ma è anche un’occasione per rivisitare tutti i luoghi pucciniani emblematici dello stile di vita dei letterati nell’Ottocento.

 

Foto copertina: Credits Instagram @renato_flosi