Festa della donna: origini e storia dell’8 marzo

Festa della donna: origini e storia dell’8 marzo

L’8 marzo, Giornata Internazionale della Donna, universalmente nota come Festa della Donna, naviga in una nube confusa di folklore e leggenda. Diventata nella maggior parte dei casi un festa commerciale, ormai priva del suo senso originale, il suo significato autentico è in realtà importante e nobile.
Non commemora, come molti credono, un presunto e leggendario rogo di una fabbrica di camicie a New York, ma la lotta da parte di donne coraggiose per quel diritto inalienabile che ha costituito un cambio di rotta nella storia, il diritto al voto, e per tutti quei diritti che prima non erano riconosciuti al genere femminile. La storia parte da lontano: al VII Congresso della II Internazionale Socialista, che si tenne a Stoccarda nell’agosto del 1907, si votò per la prima volta una risoluzione che impegnava i partiti a lottare per introdurre il suffragio universale delle donne.
Negli Stati Uniti, l’ultima domenica di febbraio del 1909, si tenne una conferenza, a cui tutte le donne erano state invitate, per discutere sì del diritto di voto, ma anche di tematiche drammaticamente attuali ancora oggi: basso salario e discriminazioni sessuali. Venne celebrata il 23 febbraio e si chiamava “Woman’s Day”. Era l’antenata dell’attuale Giornata della Donna, anche se la strada per la sua istituzionalizzazione era ancora lunga.

festa della donna

Un gruppo di donne protestano contro il governo inglese per le discriminazioni nei confronti del genere femminile.

Nel 1910 le donne iniziarono a farsi sentire. Ci furono molti scioperi delle operaie a New York, e durante la Conferenza internazionale delle donne socialiste nell’agosto di quell’anno, si istituì ufficialmente una giornata comune dedicata alla rivendicazione dei diritti delle donne. Questa ricorrenza iniziò ad essere celebrata anche in tutta Europa in date diverse tra febbraio e marzo, ma fu interrotta durante la Prima Guerra Mondiale.
C’è voluta la forza femminile, in opposizione alla violenza della guerra, a far riprendere questo festeggiamento, questa volta per sempre. L’8 marzo del 1917 infatti, le donne di San Pietroburgo misero in piedi una grande manifestazione per la fine della guerra, che i cosacchi non riuscirono a reprimere. E’ l’inizio della Rivoluzione Russa di Febbraio, il primo cenno dell’imminente crollo dello zarismo e, da lì, su decisione della Seconda Conferenza Internazionale delle donne, diventò per tutti anche la Giornata Internazionale della Donna.

Madri della Repubblica italiana

Madri della Repubblica italiana

Ma c’è un’altra bella storia, tutta italiana, che vale la pena di essere ricordata, ed è quella della mimosa.
In Italia, la Festa della Donna, si celebrò in grande solo nel 1946, con la fine della guerra. Alla ricerca del simbolo che identificasse al meglio questa iniziativa, inizialmente si pensò alla violetta, strettamente legata alla sinistra europea, ma era costosa e difficile da trovare. Teresa Mattei, ex partigiana, suggerì di usare la mimosa, fiore economico e facile da trovare nei campi. Da sempre si batteva per i diritti delle donne, ed è celebre il suo scambio in Parlamento con un deputato liberale: “Signorina,¬ lei non sa che in certi giorni del mese le donne non ragionano?” le venne detto, “E lei lo sa” ¬ rispose calma la Mattei ¬ “che ci sono uomini che non ragionano mai per tutto il mese?”.
Da lì, la mimosa diventò il simbolo di questa giornata.

Elena David - AD UNA Hotels

Elena David – AD UNA Hotels

Ed è a donne così che vogliamo dedicare questo 8 marzo.
A donne che non hanno timore di dire quello che pensano, o di scontrarsi con gli uomini.
A donne che non hanno paura di seguire i propri sogni, non si fanno schiacciare dai pregiudizi, si sono fatte strada professionalmente e continuano nel loro cammino.
A donne che ogni giorno lottano per far combaciare tutti i tasselli delle loro giornate, tra figli che piangono e riunioni fiume, sensi di colpa e stress.
A donne che hanno subito una violenza e si sono rialzate.
A donne che non si crogiolano negli stereotipi di “gentil sesso”, arrendendosi ad un mondo al maschile, ma studiano e alzano la voce per farsi sentire.
A tutte le donne che lavorano in UNA, che da sempre regalano ai nostri ospiti quel valore aggiunto che soltanto le donne sanno dare.
A tutti le nostre ospiti, che nei nostri hotel festeggiamo tutti i giorni, e che oggi sono più benvenute che mai.

Elena David
Amministratore Delegato UNA Hotels & Resorts