De Chirico in mostra a Ferrara

De Chirico in mostra a Ferrara

A cento anni dalla loro creazione tornano a Ferrara i capolavori metafisici che Giorgio de Chirico dipinse nella città estense tra il 1915 e il 1918. La mostra celebra questa importante stagione dell’arte italiana e documenta la profonda influenza che queste opere ebbero in quegli anni su Carlo Carrà e Giorgio Morandi, e poco dopo sulle avanguardie europee del Dadaismo, del Surrealismo e della Nuova Oggettività.

Quando l’Italia entra nella prima guerra mondiale, de Chirico e suo fratello Alberto Savinio lasciano Parigi per arruolarsi e alla fine di giugno del 1915 vengono assegnati al 27° Reggimento di Fanteria di Ferrara. Il soggiorno nella città emiliana determina cambiamenti profondi, tanto nella pittura di Giorgio e nei temi ispiratori dei suoi quadri quanto nelle creazioni di Alberto, che a Ferrara abbandona decisamente la musica per dedicarsi solo alla scrittura.

Giorgio de Chirico Composizione metafisica, 1916, Olio su tela

Giorgio de Chirico Composizione metafisica, 1916, Olio su tela

Travolto da un’ondata di romantica commozione di fronte alla bellezza della città e al ritmo sospeso della sua vita, de Chirico la rende protagonista di alcuni dei suoi più famosi dipinti, nei quali il Castello Estense o le grandi piazze deserte e senza tempo svolgono un ruolo di magica affabulazione (I progetti della ragazza, 1915, Il grande metafisico, 1917, Le Muse inquietanti, 1918). Nella pittura ferrarese stanze segrete dalle prospettive vertiginose fanno da sfondo agli oggetti più strani o più comuni che l’artista individuava nelle sue esplorazioni tra i vicoli del ghetto, e su pavimenti in fuga verso l’orizzonte, tra rosse quinte teatrali che mimano edifici del Rinascimento, sciolgono il loro canto malinconico i grandi manichini senza volto (Il Trovatore, 1917, Ettore e Andromaca, 1917). Le tele si accendono di un cromatismo intenso, dai vani delle finestre si intravedono scorci di architetture, i quadri nel quadro propongono l’eterna sfida tra realtà e illusione, e gli agglomerati di scatole con carte geografiche mute, biscotti, strumenti da disegno e di misurazione, anticipano le accumulazioni scultoree dadaiste: oggetti isolati dal loro contesto e riassemblati per evocare nuovi significati e suscitare nello spettatore un senso di straniamento.

Giorgio de Chirico Il trovatore, 1917 Collezione privata

Giorgio de Chirico Il trovatore, 1917 Collezione privata

Il percorso espositivo, che comprende circa ottanta opere provenienti dai principali musei e collezioni di tutto il mondo, ha il suo fulcro nel nucleo di tele realizzate da de Chirico nella stretta forbice temporale degli anni ferraresi. Scandita in sezioni cronologico-tematiche, la rassegna è arricchita da una selezione di dipinti, ready made, acquerelli, disegni, collage e fotografie degli artisti che si ispirarono al maestro italiano, nei quali sarà possibile leggere sorprendenti riprese e citazioni.

La ricorrenza del centenario del soggiorno di de Chirico a Ferrara ha dato vita ad un ricco calendario di proposte culturali ed educative, tra conferenze, concerti, incontri, mostre e progetti didattici. Con il biglietto d’ingresso all’esposizione di Palazzo dei Diamanti, sarà possibile accedere gratuitamente alla mostra “Il manichino e i suoi paesaggi” presso la Palazzina Marfisa d’Este (la prima rassegna italiana ad esplorare questo tema dalla moda alla scienza all’arte) e alla mostra site specific di Mustafa Sabbagh, ispirata all’opera di Alberto Savinio, al Museo Civico di Storia Naturale di Ferrara.

ORARI DI APERTURA: tutti i giorni 9.00 – 19.00. Aperto anche 8, 25 e 26 dicembre, 1 e 6 gennaio

Mostra a cura di Paolo Baldacci e Gerd Roos, organizzata dalla Fondazione Ferrara Arte e dalla Staatsgalerie di Stoccarda in collaborazione con l’Archivio dell’Arte Metafisica di Milano / Berlino.

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