#DISCOVERTHEITALIANSECRETS | Dal leone alato alla gondola: le origini dei simboli di Venezia

#DISCOVERTHEITALIANSECRETS | Dal leone alato alla gondola: le origini dei simboli di Venezia

Il leone, il ferro da gondola, il Bucintoro. Questi sono i tre simboli più famosi nella storia di Venezia; ma quali sono le loro origini? Significati nascosti e vere e proprie curiosità caratterizzano le radici della città lagunare, da scoprire durante un weekend a Venezia.

Il_Leone_alato

Il Leone alato

Il leone alato di Venezia è l’emblema per antonomasia della Serenissima, quello più riconosciuto nel resto del mondo. Esso è la raffigurazione simbolica dell’Evangelista San Marco, la cui salma fu portata nel capoluogo veneto da due mercanti veneziani fin da Alessandria d’Egitto. Il leone alato di solito è raffigurato con un’aureola, una spada e un libro sotto la zampa anteriore destra. Nella simbologia cristiana la spada rappresenta la forza della parola dell’Evangelista, le ali l’elevazione spirituale verso Dio, l’aureola la santità con cui è stato insignito l’apostolo Marco e il libro è l’icona del Vangelo scritto da lui stesso. Ma perché si è deciso di utilizzare la figura animalesca del leone per rappresentare il Santo? L’origine non è certa. Tuttavia da sempre questo animale è sempre stato icona di maestosità e potenza tanto da esercitare un notevole fascino sui veneziani: nei giardini dei palazzi cittadini, infatti, si tenevano leoni veri all’interno di grandi gabbie. Una famosa leggenda narra che alcuni leoni erano tenuti anche nel giardino del Palazzo Ducale e che, nel 1316, tra lo stupore dei cittadini, una leonessa partorì due cuccioli, che da quel momento divennero il simbolo della potenza della Repubblica di Venezia.

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Il ferro da gondola

Un altro antichissimo logo identificativo di Venezia è il ferro da gondola, cioè il ferro da prua della gondola che serve a bilanciare il gondoliere posto a poppa. Esso fornisce anche la rappresentazione della città: la sommità del ferro raffigura distintamente la forma del Corno ducale, ovvero il copricapo del Doge; l’arco sottostante sta a simboleggiare il Ponte di Rialto, mentre la forma ad “S” evoca il Canal Grande. I sei rostri allineati sulla parte frontale indicano la divisione della città nei suoi sei sestieri (San Marco, Castello, Cannaregio, Dorsoduro, Santa Croce e San Polo), mentre quello rivolto all’indietro rappresenta la Giudecca. Tra i rostri frontali a volte sono inserite tre piccole forme, assomiglianti a dei merletti: essi indicano le tre più grandi isole della laguna Murano, Burano e Torcello.

Il_Bucintoro

Il Bucintoro

Il Bucintoro è la perduta nave del Doge che simboleggiava la massima potenza navale e lo splendore della Serenissima, tanto che Napoleone lo distrusse nel 1798 come atto di scherno verso la caduta della Repubblica di Venezia e fece bruciare le sontuose decorazioni di cui era addobbato per ricavarne l’oro. La ricchissima nave guidava la lunga processione di imbarcazioni che nel giorno dell’Ascensione di Cristo (9 maggio) raggiungeva l’isola di Sant’Elena; in quest’occasione il Doge veniva benedetto dal Vescovo e proseguiva poi verso la Bocca di Porto dove avveniva il vero e proprio rito propiziatorio: il Doge lanciava il suo anello dorato nelle acque della laguna, un gesto che simboleggiava lo sposalizio tra la città e il mare. Ancora oggi, dopo più di mille anni, nel mese di maggio si celebra lo speciale rapporto tra Venezia e le acque del mare con la Festa della Sensa.

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