Carnevale: le dieci maschere della tradizione italiana

Carnevale: le dieci maschere della tradizione italiana

Cosa c’è di meglio che una manciata di coriandoli e una maschera colorata per allontanare il freddo e il buio dell’inverno? Il Carnevale è una delle feste più amate da grandi e piccini, e le maschere, le grandi protagoniste, fin dalla preistoria venivano utilizzate in rappresentazioni teatrali e feste popolari. L’Italia è ricchissima di maschere tradizionali tipiche di ogni regione, provenienti dal teatro dei burattini, dalla commedia dell’arte o ideate come simboli di festeggiamenti.

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Maschere della tradizione italiana

Ecco le dieci maschere tipiche italiane più amate:

1) Arlecchino: La maschera di Arlecchino è originaria della regione Lombardia, ed è sicuramente la più famosa. La figura, tipica delle commedie bergamasche, deriva da due tradizioni: il contadino bergamasco da un lato, e un diavolo buffone del Medioevo francese, Hellequin, dall’altro. La leggenda narra però che Arlecchino, nato a Bergamo, fosse così povero che i suoi amici per Carnevale gli regalassero pezzi di stoffa dei loro costumi: ecco perché haun vestito variopinto.

2) Pulcinella: La maschera di Pulcinella, creata ufficialmente dall’attore Silvio Fiorillo nel XVI secolo, sarebbe stata ispirata da Maccus, un servo dal naso lungo con una camicia larga e bianca, caratteristico delle Antellane romane, un tipico spettacolo popolare in dialetto. Pulcinella è da sempre il simbolo della coesistenza di opposti: è al tempo stesso imbroglione e altruista, pigro e pronto a tutto pur di soddisfare la sua perenne fame, povero servitore e combattente in lotta per una vita migliore.

Pulcinella

Pulcinella [Photo credits giullong]

3) Pantalone: Pantalone rappresenta il tipico mercante veneziano della metà del ‘500, vecchio, avaro e lussurioso. Veste con una lunga zimarra nera che copre una calzamaglia rossa ed è protagonista delle rappresentazioni teatrali e artistiche veneziane.

4) Colombina: Colombina è il nome di un’altra maschera veneziana della commedia dell’arte, e rappresenta una servetta spesso oggetto di attenzioni da parte del padrone Pantalone e causa della gelosia di Arlecchino, suo marito o compagno. Non porta la maschera, indossa una cuffia e un vestito a strisce bianche e blu che spiccano sulla gonna blu e sulle calze rosse.

5) Burlamacco: Simbolo del Carnevale di Viareggio, il Burlamacco è stato ideato da Umberto Bonetti, artista viareggino, come un insieme di elementi tipici delle maschere italiane della Commedia dell’Arte: una tuta a scacchi che deriva da Arlecchino, un pompon come Pierrot, una gorgiera ampia come Capitan Spaventa, un copricapo rosso come Rugantino e un mantello nero come Baldanzone. Il nome deriva da un canale che attraversa Viareggio, la Burlamacca.

Burlamacco

Burlamacco [Photo credits Marcello Alinari]

6) Capitan Spaventa: Capitan Spaventa è una maschera tradizionale italiana ligure dell’XI secolo. Ha un vestito a strisce colorate, gialle e arancioni, un cappello a larghe tese abbellito con piume colorate, ricchi stivali e una spada lunghissima. E’ uno spadaccino temerario, ed è solito prendere in giro gli ufficiali di quel tempo.

7) Balanzone: Nato a Bologna, Balanzone è un medico presuntuoso e ostentatore delle sue conoscenze. Vestito di nero con la divisa dei professori dello Studio di Bologna, ha una grossa pancia, e spesso le altre maschere si rivolgono a lui per consigli.

8) Pierrot: Il nome originale di questa maschera è “Pedrolino”, uno dei primi servitori che andavano in scena nella commedia dell’arte. Il personaggio fu portato in Francia e entrò a far parte delle Compagnie francesi con il nome di Pierrot, abbandonando le caratteristiche di astuzia tipiche del servo per incontrare il gusto francese. Ecco che Pierrot è diventato un mimo malinconico e triste che si innamora della luna.

Pierrot

Pierrot

9) Rugantino: Rugantino è un personaggio del teatro popolare romano, e il nome deriva dal dialettale “ruganza” (arroganza). E’ strafottente e provocatore, giovane e arrogante, ed è vestito come un gendarme anche se in realtà è il capo dei banditi.

10) Brighella: Brighella, anch’esso personaggio delle commedie bergamasche, è capo servitù ma fa anche molti altri lavori disonesti, motivo per cui è furbo, senza scrupoli e bugiardo. Raffigurato con giacca e pantaloni decorati con galloni verdi, ha scarpe verdi con pompon neri, mantello bianco e verde e maschera e cappelli neri. Spesso è l’antagonista di Arlecchino.

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