febbraio 3rd, 2011

Viva Sant’Agata!

Ogni anno il 3, il 4 ed il 5 di febbraio, la città di Catania celebra Sant’Agata dando vita ad una festa straordinaria. Per tre giorni la vita dell’intera città è scandita dai ritmi della festa, un misto tra fede e folklore che ogni anno si trova a coinvolgere sino ad un milione di persone. Il primo giorno è riservato all’”offerta delle candele“, cerimonia attraverso la quale i fedeli richiedono la protezione della Santa attraverso la donazione di enormi ceri. Due carrozze settecentesche ed undici “candelore“, rappresentanti le corporazioni ed i mestieri della città, sono portate in corteo. La giornata trova poi la sua conclusione in un emozionante spettacolo di giochi pirotecnici allestito in Piazza Duomo, per ricordare alla città intera come la Patrona vigili sempre sul fuoco dell’Etna e su tutti gli incendi.
Il giorno successivo è invece il più emozionante, poiché segnato dall’incontro della città con la Santa. Le vie della città si popolano fin dalle prime luci dell’alba di decine migliaia di devoti, ognuno dei quali vestito con il tradizionale “sacco”, un camice di tela bianca lungo fino alle caviglie stretto in vita da un cordoncino, un berretto nero di velluto e guanti e fazzoletto bianchi.
Con tre chiavi distinte viene aperto il cancello che, all’interno della Cattedrale, custodisce le reliquie della Santa ed alla cui vista i fedeli esprimono tutta la loro gioia e devozione, in un tripudio di fuochi artificiali il cui fragore accompagnerà la processione del “fercolo” per le vie della città, per trovare conclusione solamente a notte fonda, con il rientro in Cattedrale.
Il terzo ed ultimo giorno, a cominciare dal tramonto, avrà poi inizio la seconda parte della processione, che si troverà ad interessare le zone di maggior significato della città, non raggiunte il giorno precedente, lungo un cammino che giungerà al termine solo in piena notte.
Riconsegnata la Santa alla Cattedrale, è la stanchezza a prendere il sopravvento sui volti delle migliaia di fedeli presenti. Ma allo stesso tempo, l’orgoglio e la soddisfazione di aver celebrato ancora una volta la propria Patrona, sono in grado di ripagare ampiamente le fatiche sostenute.
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