10 cose da sapere sulla cucina siciliana

10 cose da sapere sulla cucina siciliana

La Sicilia, isola privilegiata da un clima favorevole e da un territorio fertile grazie alla sua origine vulcanica e fortemente legata all’agricoltura e alla pesca, è da sempre famosa per le sue prelibatezze culinariePlatone stesso più volte nei suoi testi cita l’attaccatura alla buona tavola dei siracusani. I piatti che si possono gustare in quest’isola sono un vero e proprio mix di sapori e ingredienti. Gli ortaggi e i frutti che naturalmente crescono sul territorio, si uniscono a frutti, essenze e pietanze portate qui dai vari dominatori nei secoli: limoni, mandarini, aranci, fichi d’india, mandorli, semola di grano duro, utilizzata dai Saraceni per la produzione della pasta, canna da zucchero e molto altro ancora. Il tutto, si accompagna a vini pregiatissimi, come il Nero D’Avola, il Corvo Rosso, il Passito di Pantelleria, il Moscato di Siracusa, la Malvasia delle Lipari e molte altre etichette celebri in tutto il mondo.

Ecco sei cose da sapere sulla cucina siciliana:
1. Gelati, sorbetti e granite:

Non tutti sanno che la nascita del gelato, della granita e del sorbetto viene attribuita proprio a questo territorio. Con l’importazione della canna da zucchero, gli Emiri Arabi iniziarono ad preparare infusi a base di zucchero, acqua e spezie insieme a fiori come gelsi e estratti di gelsomino. I preparati venivano raffreddati attraverso l’utilizzo di ghiaccio o neve, presi direttamente dalle pendici dell’Etna, e venivano chiamati “sherbet”.

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Colazione sicialiana all’UNA Hotel Palace di Catania: brioche e granita

Questa particolare pietanza, l’antesignana del sorbetto e della granita, venne poi arricchita con ingredienti arrivati dalle Americhe, come caffè o cacao, e utilizzata sempre di più nei banchetti di corte nel Cinquecento. Da lì al sorbetto, gelato e granita il passo è breve, e tutt’ora la granita è una delle pietanze più famose nei bar siciliani. Da provare quella alla mandorla pizzuta di Noto.

2. Street food:

Nelle città greche di Sicilia, nacquero i primi “street food” della storia. Si mangiava infatti a qualsiasi ora e con le mani, facendo la spesa, incontrandosi con gli amici, discutendo di affari. Intingoli, fritti, carne sulle braci e piccoli spuntini venivano serviti all’aperto, come bancarelle di street food moderne. Tutt’ora, nelle strade di Siracusa, Catania e Palermo, la cucina di strada fa da padrona.

3. Fritti:

Il fritto è il vero protagonista della cucina siciliana. Tra le pietanze più famose, senza dubbio le arancine, nate da una ricetta saracena, un piatto di riso allo zafferano unito ad odori e verdure, a cui si aggiungevano straccetti di carne. La forma ad “arancia” gli venne attribuita per facilitare, appunto, l’asporto, e per mangiarla lontana dalla famiglia, in terre lontane durante le migrazioni.

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Arancini siciliani

Da provare anche le panelle, schiacciatine rettangolari di polenta di ceci fritte e da mangiare la mattina in un panino di sesamo. Nacquero con il nome di “piscipanelli”, per la loro forma di piccoli pesci, per supplire alla voglia di frittura di pesce di chi non poteva permettersela.

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Pane e panelle siciliane

4. Pane:

Il pane è un alimento molto importante per la Sicilia, sia dal punto di vista alimentare che religioso. Ogni festa religiosa ha infatti il suo pane, ognuno dalla forma diversa dagli altri: del resto, è quando l’uomo ha iniziato a coltivare la terra che è nata la civiltà, e il grano si può quindi considerare un dono degli dei. Il “pane cannarozza” ha ad esempio le sembianze di una trachea, ed è dedicato a S. Biagio, protettore della gola. Il pane di Santa Lucia rappresenta gli occhi, quello di S. Paolo un Serpente, quello di Salemi le cavallette, chiamate “cavadduzze”, come quelle che invadevano i campi della zona e che gli abitanti speravano di cacciare tramite offerte votive di pane a S. Biagio.

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Pane siciliano

Questo alimento viene anche utilizzato come condimento, sotto forma di pan grattato tostato, e d’accompagnamento ai piatti. Tra i pani più noti, il Cucciddatu, a forma di ciambella, tipico di Catania, il pane di Lentini, con i semi di sesamo, il Pupu cu l’ovu, pane contenente uova intere, tradizione diffusa in tutte le festività siciliane, e lo Sfincione, schiacciata con pomodoro, acciughe, formaggio, che prende il nome dalla consistenza della pasta (morbida come una spugna) e viene servito come cibo di strada palermitano.

5. Piatti principali:

Il pesce è la pietanza principale nella cucina siciliana. Si va dai primi piatti, pasta con il tonno, con la bottarga, con i ricci, ai secondi, come le sarde a beccafico, piatto tipico catanese che prevede la cottura delle sarde al forno arrotolate intorno ad un composto di pan grattato, aglio, prezzemolo, pinoli, sale, pepe e olio. E ancora il polpo bollito, le lumache chiamate “babbaluci”, i totani ripieni e il pesce spada servito in vari modi.

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Pasta alla Norma

La carne in Sicilia è per i non deboli di stomaco: sono infatti le interora le parti più usate. Si va dalle “stigghiole”, budella di ovini infilzati in uno spiedo, al “quarume”, interiora bovine lessate nel brodo, alla “frittola”, residui carnei soffritti con lo zafferano e serviti caldissimi in un paniere termico. E ancora il panino con la milza, insieme alla ricotta e al caciocavallo, e gli involtini alla siciliana, con pinoli, uvette, cipolle, alloro e manzo. Anche le verdure spesso danno vita a grandi piatti, come la famosa pasta alla norma, con melanzane, pomodoro e ricotta salata, o la caponata di melanzane.

6. Dolci:

I siciliani sono esperti nel finire in bellezza tutti i pasti, e ogni città ha i suoi dolci tipici. Tra i più conosciuti e diffusi ritroviamo la pasta di mandorle, i cannoli, il cioccolato di Modica, i torroni di mandorle e pistacchi.

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Cannolo siciliano [Photo IG @usciusci]

Tra quelli un po’ meno conosciuti, le minne di Sant’Agata, piccole cassatelle a forma di seni, fatti di pan di spagna imbevuti di rosolio e farciti con ricotta, cioccolato e canditi, idealmente la rappresentazione del seno della dea Iside nella sua veste di Dea Madre e serviti durante la festa di Sant’Agata a Catania. I “Baci Panteschi” poi, tipici di Pantelleria, sono frittelle guarnite con ricotta e zucchero, i “Cuddureddi di Delia” dolci fritti tipici della pasticceria di Delia a forma di ciambelle intrecciate a coroncine, e la “cubbaita”, un torrone al sesamo tipico di Siracusa.

E tu? Quali prelibatezze hai già avuto il piacere di assaggiare?

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